Regista: Boris LojkineCast: Abou Sangare, Nina MeurisseGenere: DrammaticoDurata: 93′
Parigi. Souleymane è un ragazzo della Guinea, migrante senza documenti, rider che pedala determinato e consegna cibo a domicilio mentre studia per superare l’esame che gli permetta di ottenere lo status di rifugiato. 48 ore di vita, tra clienti ingrati, sfruttatori che chiedono il pizzo, contrattempi ed inseguimenti di autobus che non lo aspettano, in attesa di quell’appuntamento presso l’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA) per la richiesta di asilo. Un racconto sincero, commovente, pieno di dignità e di umanità.
Perché vedere il film con gli studenti
È una narrazione intensa che porta lo spettatore nel cuore delle città contemporanee viste dai margini, mostrando come la vita di un migrante senza documenti si giochi sulle sfumature: corse, attese, piccole gratificazioni e ostacoli quotidiani.
La storia del colloquio d’asilo anticipato (tra 48 ore) mette in tensione la dimensione del tempo e della speranza: niente è scontato, ogni parola pesa, e il destino può cambiare in poco.
Il protagonista, pur nelle difficoltà, mantiene una dignità che diventa insegnamento: non è solo un volto nella statistica, ma un giovane con sogni precari, che sceglie cosa raccontare di sé e quando, tra menzogna imposta e verità personale.
Aiuta a interrogarsi su cosa significhi “raccontare una storia” quando il sistema richiede versioni prefabbricate per garantire l’accettazione; un’occasione per discutere di identità, verità amministrativa e pressione sociale.
È un film che non si limita a documentare un’esperienza individuale: diventa specchio di questioni globali, utilissimo per costruire empatia, sensibilità civica e consapevolezza delle sfide che vivono molte persone immigrate nei nostri territori.
Materiale didattico
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