I bambini di Gaza – Sulle onde della libertà

Regista: Loris Lai
Cast: Mikhael Fridel, Tom Rhys Harries
Genere: Drammatico
Durata: 113

Striscia di Gaza, 2003. Nel territorio di Gaza sono ancora presenti insediamenti israeliani. Mahmud (11 anni) è come tanti altri bambini palestinesi. Va a scuola, aiuta la sua giovane madre Farah, che per lui spera in una vita diversa, gioca a “Israeliani contro Palestinesi” con gli amici, ma la sua grande passione è il surf. In una realtà di bombardamenti e sparatorie, scandita dalla paura e dal pericolo, il surf rappresenta uno spazio di gioia e libertà. L’amore di Mahmud per il surf è condiviso da un suo coetaneo israeliano, Alon. Quando i due si incontrano sulla spiaggia nasce una curiosità reciproca che potrebbe diventare amicizia, nonostante le estreme difficoltà del contesto. Le cose cambiano quando i due bambini incontrano Dan (30 anni), un ex campione di surf la cui carriera è stata stroncata da un infortunio. Dan, vittima di una dipendenza dagli antidolorifici,  è in lutto per la morte della sorella, uccisa in un bombardamento mentre lavorava come medico volontario proprio sulla striscia di Gaza. un bombardamento. L’incontro con Mahmud e Alon, e la decisione di dare loro lezioni di surf perché possano inseguire i loro sogni, darà una svolta alla sua vita. Nello stesso tempo Mahmud e Alon, a causa della loro amicizia, si troveranno a fare una scelta ribelle e capace di sconvolgere le loro esistenze.

Perché vedere il film con gli studenti

  • Il film illumina una prospettiva spesso dimenticata della guerra: non solo le macerie e la paura, ma anche la capacità dei giovani di costruire relazioni che superano conflitti e divisioni, grazie a passioni condivise come il surf.

  • Mahmud e Alon sono portavoce dell’impossibile che di fatto diventa possibile: una curiosità reciproca, la voglia di guardare oltre il muro della paura e del pregiudizio, che apre uno spazio di speranza anche in mezzo al caos.

  • Dan, con il suo passato traumatico, rappresenta la complessità di chi ha perso ma non ha rinunciato a lottare, a dare significato al proprio dolore, insegnando ai ragazzi che la libertà non è solo una fuga, ma anche un atto di resistenza interiore.

  • Attraverso immagini vibranti del mare come spazio di libertà e fuga dalle proprie ferite, il film offre una narrazione visiva capace di parlare anche a chi ha poca familiarità con le storie del Medio Oriente, avvicinando mondi lontani attraverso emozione, solidarietà e cura.

  • È materiale prezioso per riflettere su cosa significhi crescere in condizioni estreme, per parlare di diritti umani, responsabilità individuale e di come ogni scelta (anche piccola) possa diventare seme di cambiamento, dentro e fuori la classe.

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