Campo di battaglia

Regista: Gianni Amelio
Cast: Gabriel Montesi, Alessandro Borghi, Federica Rosellini
Genere: Drammatico
Durata: 104′

Siamo sul finire della Prima Guerra Mondiale.
Due ufficiali medici, amici d’infanzia lavorano nello stesso ospedale militare, dove ogni giorno arrivano dal fronte i feriti più gravi.
Molti di loro però si sono procurati da soli le ferite, sono dei simulatori, che farebbero di tutto per non tornare a combattere.
Stefano, di famiglia altoborghese, con un padre che sogna per lui un avvenire in politica, è ossessionato da questi autolesionisti e, oltre che il medico, fa a suo modo lo sbirro.
Giulio, apparentemente più comprensivo e tollerante, non si trova a proprio agio alla vista del sangue, è più portato verso la ricerca, avrebbe voluto diventare un biologo.
Anna, amica di entrambi dai tempi dell’università, sconta il fatto di essere donna. A quei tempi, senza una famiglia influente alle spalle, era difficile arrivare a una laurea in medicina. Ma lei affronta con grinta un lavoro duro e volontario alla Croce Rossa.
Qualcosa di strano accade intanto tra i malati: molti si aggravano misteriosamente. Forse c’è qualcuno che provoca di proposito delle complicazioni alle loro ferite, perché i soldati vengano mandati a casa, anche storpi, anche mutilati, purché non tornino in battaglia.

Perché vedere il film con gli studenti

  • Racconta la guerra da un altro punto di vista: non sul fronte, ma dietro i letti dei malati, dove l’etica – più che la trincea – diventa un luogo di battaglia emotiva e morale. Una scelta narrativa forte che stimola riflessioni profonde.
  • Il dualismo tra Stefano e Giulio provoca un confronto sul senso del dovere, sulle scelte personali e su quanto siamo disposti a forzare la norma per restituire dignità a chi soffre.
  • La presenza dell’epidemia di influenza spagnola introduce un parallelismo inquietante con la nostra recente storia, permettendo agli studenti di mettere in relazione passato e presente.
  • In un film essenziale, la regia sobria ma precisa di Amelio dà forza alla narrazione, valorizzando la tensione umana e i dettagli quotidiani in un contesto storico difficile.
  • È un’opera capace di unire storia, etica, medicina e cinema in un’esperienza visiva che parla di responsabilità individuale e collettiva, perfetta per un cammino educativo sulla complessità del nostro tempo.

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